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"Ho visto un cielo cupo, e alte muraglie", disse. "E minuscole stelle. Ogni cosa pareva lontanissima e remota, eppure crudele e netta. Le stelle si spegnevano a intermittenza, oscurate dal passaggio di esseri alati. Credo che fossero in realtà assai grandi, ma nel vetro sembrava vedere roteare dei pipistrelli intorno alla torre; ebbi l'impressione che ve ne fossero nove. Uno di essi punto dritto su di me, diventando sempre più grande. Aveva un orribile...no, no! Non posso dirlo".
Tratto da: Sda, 3.11 Il Palantir (p.719) |